Rossi lesse nel 1838 all’Accademia Pontaniana la sua memoria di una navigazione mediterranea in Capitanata tra Foggia e Manfredonia. L’idea circolava da qualche tempo negli ambienti governativi, ma mancavano le conoscenze sull’indole de’ fiumi di quella provincia, sicché il Governo risolvette di spedire colà un ingegnere all’oggetto: ed un tale onorevole incarico – scrive l’Autore del libretto – fu a me affidato. Rossi indagò accuratamente le caratteristiche dei corsi d’acqua di Capitanata e stabilì che la navigazione, impossibile nello stato naturale in cui ne sono i corsi e gli stagni, avrebbe trovato fattibilità con la costruzione di un canale artificiale che avrebbe consentito alle imbarcazioni di superare il dislivello grazie a una serie di conche e porte di chiusa. Concluse il lavoro con una valutazione costi-benefici ante litteram: Quanto a me stimo utile la cosa, ma non conveniente, almeno per ora, mancando ancora quella provincia di buone e regolari strade rotabili; le quali sorte di comunicazioni debbono sempre, com’è generale opinione, compirsi prima che intraprenderne di altre.
Il saggio fu poi pubblicato nel 1843 da' torchi del Tramater a Napoli.