Associazione per la difesa del suolo e delle risorse idriche

RAPPORTO ISPRA SULLO STATO DELLE ACQUE IN ITALIA. VERSO IL QUARTO CICLO DI GESTIONE. APRILE 2026.

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Il 27 aprile scorso ISPRA ha reso pubblico il "Rapporto sullo stato delle acque in Italia - Verso il quarto ciclo di gestione".

Il rapporto fornisce una valutazione dello stato quali-quantitativo della risorsa idrica sulla base dei dati definitivi provenienti dal reporting alla Commissione europea dei Piani di Gestione delle Acque - III ciclo (2021-2027); in particolare elabora, per ciascuna categoria di acque superficiali (fiumi, laghi, acque di transizione, acque marino costiere) e per le acque sotterranee, i dati relativi a caratterizzazione dei corpi idrici, stato mecologico, chimico e quantitativo, pressioni, impatti, obiettivi ambientali esenzioni e misure.

Nelle conclusioni ISPRA evidenzia che la Commissione Europea "ha riconosciuto per l’Italia progressi significativi in termini di conoscenza e di monitoraggio dei corpi idrici rispetto al ciclo precedente ma allo stesso tempo ha evidenziato la necessità di continuare con i progressi per il raggiungimento del buono stato, soprattutto ecologico, e con ogni azione utile per ridurre le varie pressioni incidenti sui corpi idrici".

In n definitiva - questo il giudizio finale di ISPRA - "l’Italia, come il resto dell’UE, è chiamata a colmare il divario di conformità con gli obiettivi della DQA entro il 2027 accelerando questo processo con ogni azione utile ed in particolare con un’attuazione coerente e tempestiva delle misure previste nei Piani di Gestione, sostenuta da adeguati investimenti finanziari e attuando una maggiore integrazione delle politiche settoriali".

La pubblicazione del rapporto ISPRA è venuta a coincidere con la decisione della Commissione europea di avviare una nuova procedura di infrazione contro l'Italia per non corretto recepimento della direttiva UE sull'acqua potabile. Tra le motivazioni si rilevano la «limitazione dell’ambito di applicazione della valutazione dei rischi dei sistemi di distribuzione domestici, il rinvio di determinati obblighi, la mancanza dell’obbligo di informare le persone vulnerabili sulle modalità di accesso all’acqua potabile, di limitare le deroghe solo a circostanze debitamente giustificate e al periodo più breve possibile».

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