Nel 1843 una Commissione composta da Afan de Rivera, degli Uberti e Visconti era stata incaricata di esaminare la secolare questione delle parate — le dighe traverse erette dai proprietari di mulini sul Sarno, causa di impaludamenti e malsania nella valle. Degli Uberti aveva proposto, nel suo Discorso storico-idraulico, di abbassare o rimuovere le parate restituendo al fiume il suo antico corso. Annibale Corrado — ingegnere alunno del Corpo delle Acque e Strade — risponde nello stesso anno con queste Osservazioni, contestando l'impostazione con argomenti tecnici puntuali.
Corrado dimostra che lo Sfioratore e il Diversivo proposti da degli Uberti sarebbero opere costose e inutili, e difende la possibilità di conservare la diga di Scafati dotandola di portelli regolatori. Ma soprattutto argomenta che interventi sull'alveo, da soli, non bastano: per ottenere un miglioramento stabile occorre «rimontar alle cause; rimboschire, e rinsaldire i monti; intendere gelosamente alla conservazione delle selve», affiancando al fiume un sistema integrato di arginature e controcanali. La polemica, secondo quanto riportato dagli Atti del Real Istituto d'Incoraggiamento, proseguì su giornali dell'epoca, inducendo degli Uberti a pubblicare una seconda edizione ampliata del suo Discorso. La rettificazione del Sarno, ordinata dalla Corona nei primi anni Cinquanta, fu affidata anche allo stesso Corrado, ormai direttore dei lavori.